■ giada pucci
giada pucci | tentativo 001
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giada pucci | L’ospite e l’intruso / riss(e), Locarno
L’ospite e l’intruso / riss(e), Locarno
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| G.N., riss(e), n. 0, 2012 |
la rada, spazio per l’arte contemporanea
piazzetta Remo Rossi 1, Locarno
L’OSPITE E L’INTRUSO
Sabato 29 settembre, ore 18,30
Presentazione a cura di Ermanno Cristini e Alessandro Castiglioni della pubblicazione in edizione limitata che raccoglie la documentazione degli interventi dei 20 artisti coinvolti nei 10 appuntamenti realizzati.
Per l’occasione verrà anche presentata la nuova fanzine di riss(e), n. 0, su progetto grafico di Giancarlo Norese.
L’ospite. Ermanno Cristini apre il suo studio invitando un artista a presentare un intervento o un progetto negli spazi privati della propria casa-laboratorio. L’invito si estende poi anche ad un altro artista, celato e invisibile.
L’intruso. Un artista che invita un artista e che nasconde un altro artista. Un gioco di specchi fatto anche di incontri, fughe, dialoghi e silenzi.
Una partitura a cura di Alessandro Castiglioni dove in realtà il ruolo del critico è volto più ad approfondire la personalità e l’opera dei diversi attori sulla scena, che non indirizzare una linea di ricerca, legata più semplicemente ad affinità e amicizie.
L’OSPITE E L’INTRUSO appare così diverso, nelle necessità, nello spirito e negli obiettivi, da altre esperienze di mostre domestiche.
Soprattutto perché gli appuntamenti realizzati, dieci, non si sono mai risolti nella forma di esposizione di “oggetti”. Piuttosto essi confermano una centralità delle “pratiche”; un bisogno di riattribuire al fare artistico la sua natura eminentemente esperienziale.
Da questo punto di vista, L’OSPITE E L’INTRUSO prende senso in quanto parte di altri progetti, come ROAMING, DIALOGOS, RISS(E), che, ognuno a proprio modo, affermano un tentativo di ricondurre le pratiche estetiche entro una dimensione che abbia il proprio fondamento nella negoziazione dei saperi.
L’OSPITE E L’INTRUSO
Luglio 2009-Giugno 2011
Kristine Alksne, Sergio Breviario, Vincenzo Cabiati, Gianni Caravaggio, Umberto Cavenago, Nina Danino, Oppy De Bernardo, Al Fadhil, Barbara Fässler, Michele Lombardelli, Microcollection, Giovanni Morbin, Andrea Nacciarriti, Giancarlo Norese, Giada Pucci, Roberto Pugina, Lidia Sanvito, Luca Scarabelli, Miki Tallone, Elisa Vladilo
www.larada.ch
www.ermannocristini.it
www.risse-art.blogspot.it
giada pucci | news
BAR Luigi | opera viva | esercizi di libertà
giada pucci | in sede, tempi precari

■ giada pucci | maquette | decoro_to | 2010
■ giada pucci | installazione | IN SEDE – tempi precari | torino, regione piemonte
In sede è la manifestazione che da alcuni anni invita gli artisti emergenti più interessanti a trasformare contesti pubblici in spazi espositivi inusuali.
Il titolo dell’edizione 2010 è Tempi precari, tema doloroso e di grande attualità. Condizione che investe nel profondo la vita privata e sociale contemporanea. La ricerca di stabilità colpisce in modo particolare le giovani generazioni, per le quali il termine precario è diventato soprattutto sinonimo dell’instabilità occupazionale, gettando un’ombra sulla progettualità del proprio futuro, ed estendendosi dalla dimensione economica e occupazionale a tutti gli aspetti della vita, condizionando più in generale gli stuli di vita e le aspettative.
999, Felipe Aguila, Francesca Arri, Cornelia Badelita, Alice Belcredi, Valerio Berruti, Fatma Bucak, Coniglioviola, Daniele D’acquisto, Michela Depetris, Massimiliano e Gianluca De Serio, El_Even, Alessandro Fabbris, Francesca Ferreri, Ilaria Ferretti, Eva Frapiccini, Gec-Art, Isola&Norzi, Cristina Mandelli, Simone Martinetto, Enrico Mazzone, Minimalbaroque, Opiemme, Yael Plat, Giada Pucci, Maya Quattropani, Silvia Ruata, Alessandro Sciaraffa, Massimo Spada, Enrico Tealdi, The Bounty Killart, Gosia Turzeniecka, Ramona Vada, Marta Valsania, Jelena Vasiljev, Cosimo Veneziano, Max Zarri, Driant Zeneli, Trulydesign, Fausto Sanmartino.
L’iniziativa è patrocinata da Provincia di Torino, Regione Piemonte e Comune di Torino, con la partecipazione di Finpiemonte, nell’ambito di ContemporaryArt Torino Piemonte, ed è curata da Francesco Poli ed Elisa Lenhard, dedicata a Torino 2010 Capitale Europea dei Giovani.
This edition of In Sede is entitled Tempi precari (‘Precarious Times’), with artists supplying paintings, sculptures, photographs, installations, videos and street art looking at the current economic, social and political situation, provoking reflection on the precarious conditions we live in, from the individual existential dimension to the politic and social sphere. The exhibition, which involves a total of 40 young artists, is hosted in the offices of the cultural directorate of the Regione Piemonte and the Centro per l’impiego della Provincia di Torino.
- Direzione Regionale Cultura, Turismo e Sport della Regione Piemonte – Via Bertola 34
- Finpiemonte – Galleria San Federico 54
- Divisione Servizi Culturali della Citta di Torino – Via San Francesco da Paola 3
- Provincia di Torino Centro per l’Impiego di via Bologna 153
giada pucci | space control – assab one
■ giada pucci | portraits series | assab one_007 | iron, wood, enamels, lamps, water | site-specific installation | Assab one | milan
space control, assab one, milan in collaborazione con magnus mueller, berlin
materiali intervento : ferro, legno, pittura, lampade, acqua
giada pucci
“since a few decades the architecture of exhibition spaces is not anymore a set of simple elements but it has becomes a part of the content to be transmitted. Habit is the base for certainty and security, it strengthens our protection from unknown things because it makes us (re) live the same (or very similar) moments. I am interested to undermine this aspect of everyday life. in this exhibition I use the space and portray it as a subject, I use the characteristics of the place. through a superposition of elements, architectural or others, to which I negate the original function, I create an abstract image of the space
where:
installation is located at the entrance of the spaces on the ground floor of Assab One, a space which is used as a daily passage and which connects the lower and upper floor, it is the exhibition entrance as erll. My intervention is developed in the corridor that leads from outside, the courtyard (as per the attached image). In the hallway I have inserted a a door; the four doors has been locked at parallel inclinations, two by two equal, there is a rhythm obtained by the inclusion of some elements within the site (pipes, gates, lights, door, painting …) and a breakdown in the parallel rhythms experienced by those who are to inhabit the space”
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“l’architettura degli spazi espositivi da qualche decennio non rappresenta più un insieme di semplici elementi del contenitore per le esposizioni ma diviene predominante sul contenuto da trasmettere; assume un valore aprioristico. l’abitudine fonda la certezza, la sicurezza e consolida la protezione dalle cose sconosciute o estranee. questo perché ci fa (ri)vivere sempre momenti uguali o molto simili. mi interessa scardinare questo aspetto di quotidianità. anche in questo lavoro utilizzo lo spazio come soggetto per ritrarlo, utilizzando le caratteristiche del luogo. attraverso una sovrapposizione di elementi, architettonici e non, ai quali si nega la funzionalità originaria, si ha un’immagine astratta del luogo.”
dove è collocata l’installazione:
l’installazione si colloca all’ingresso degli spazi al piano terra di assab one; é giornalmente utilizzata in quanto passaggio che collega il piano superiore con quello inferiore e fa da ingresso per la fruizione della mostra space control; si sviluppa nel corridoio che dalla porta esterna, del cortile, arriva sino al luogo fotografato in allegato, nel corridoio è stata inserita una porta; le quattro porte presenti sono state bloccate a inclinazioni parallele a due a due uguali ( nell’immagine questo dato non è visibile); esiste un ritmo ottenuto dall’inserimento di alcuni elementi all’interno del luogo (tubi, cancello, luci, porta, pittura…) e parallelamente una rottura dei ritmi vissuta da chi si trova ad abitare lo spazio.
giada pucci_FormContent 009
■ giada pucci | serie portraits | FormContent 009 | london 2009
3 September—27 September 2009 FormContent, london UK
curated by Francesco Pedraglio, Caterina Riva and Pieternel Vermoortel
The intervention that will unsettle FormContent’s physical boundaries for the whole of September is a project by Giada Pucci: FormContent_009. The Italian artist manipulates an environment by breaking down the existing architectural features and playing – like in a mirror game – with the rhythm of its structural elements. She draws from the visual and historic memory of the space, while moulding a timeless zone that will become the spatial framework of a series of activities that will be presented over three weekends.
giada pucci
“My thinking focuses on what is an artwork, when and why you can talk about art and which is the line between work and reality, between artifact (something artificially created and designed for an exhibition) and reality. The theme of the destruction in part symbolizes the will to demolish the “gallery space” as the commercial space. The theme then becomes a decorative sign in a cynical context, a kind of open dialogue between the concept of destruction and the one of creativity, the ability to create and invent, using a key mediator: “sorry for the inconvenience“, the sentence that welcomes each guest at the exhibition, the an actor, translator, who is once again poised between art and reality.”
elements
* Plastic tubes cross longitudinally the space
* 4 libraries at empty space corners
* Wires on vertical walls come down from the 3 pairs of neon on theceiling (a total of 6) and together with the pipes create a grid / cage
* Workstation office, desk and chairs in the center of the space
* Moisture and rust stain on the wall opposite the entrance
* Puddle on the floor
* Actor at the entrance of the space (to be determined)
* Talks and presentations by the artists during the exibition period
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L’intervento che sconvolgerà i confini fisici di FormContent per l’intero mese di settembre 2009 è un progetto di Giada Pucci: FormContent_009. L’artista italiana manipola l’ambiente abbattendo le caratteristiche architettoniche esistenti e giocando – come in un gioco di specchi – con il ritmo dei suoi elementi strutturali. Attinge dalla memoria visiva e storica dello spazio, modellando una zona senza tempo, che diventerà il quadro spaziale di una serie di attività che saranno presentate in tre diversi fine settimana.
“la mia riflessione si è basata su che cosa è l’opera d’arte, quando e perchè si può parlare di arte e sulla linea di confine tra l’opera e la realtà; tra manufatto, qualcosa di creato artificialmente e appositamente per un’esposizione e la realtà, qualcosa che è padrona del proprio manifestarsi. Il tema della distruzione in parte simboleggia la volontà di demolire lo “spazio galleria” inteso come unico spazio commerciale di riferimento. Il tema diventa segno decorativo all’interno quindi di un contesto cinico. una sorta di dialogo aperto tra il concetto di distruzione e quello di creatività, la capacità di creare e inventare, attraverso una chiave mediatrice: “scusate per il disagio”, frase che da il belvenuto ad ogni ospite all’ingresso dell’esposizione, di un attore, traduttore, che rimane ancora una volta in bilico tra arte e realtà”.
elementi | * Tubi di plastica (pittura e patina), 10 cm dal pavimento in corrispondenza di quelli al soffitto, attraversano longitudinalmente lo spazio | * 4 librerie vuote agli angoli dello spazio | * Fili elettrici verticali sulle pareti scendono in corrispondenza delle 3 coppie di neon al soffitto (6 tot). Insieme ai tubi creano una sorta di griglia/gabbia | * Postazione ufficio, scrivania e sedie al centro dello spazio | * Macchia di umidità e ruggine sulla parete opposta all’entrata | * Pozza d’acqua sul pavimento | * Attore all’ingresso dello spazio (da definire) | * Interventi e presentazioni di artisti durante l’esposizione

© FormContent is a non-profit organisation founded in 2007 by Francesco Pedraglio, Caterina Riva and Pieternel Vermoortel in London’s East End.
giada pucci | roaming, superficie incerta
CeSAC | Filatoio di Caraglio | original space view | 2010

■ giada pucci | roaming, superficie incerta | installation view | CeSAC, Filatoio di Caraglio | 2010
Ennio Bertrand, Umberto Cavenago, Ermanno Cristini, Michele Lombardelli, Andrea Nacciarriti, Domenico Pievani, Giada Pucci, Lidia Sanvito, Miki Tallone.
a cura di Alessandro Castiglioni
Nel suo costante muoversi e risignificarsi, Roaming è un progetto che per sua stessa natura affronta specifiche questioni di ordine estetico e fenomenologico. Queste, in particolare, sono rivolte al delicato equilibrio tra spazio e tempo che sostiene la permanenza della ricerca artistica nel reale.
Questo equilibrio, messo in crisi da una parte dall’accelerazione del processo espositivo e dalla dilatazione, al contrario, della fase di documentazione, è al centro di questo appuntamento.
Giada Pucci mette in scena uno spostamento. L’installazione si riferisce infatti ad un’immagine, casuale, scelta dall’artista tra molte e raffigurante un ambiente disallestito del Cesac. Con un’altrettanto apparente casualità l’artista ricostruisce in occasione della mostra quell’ambiente, aggiungendo impercettibili dettagli e spostamenti, come la lieve scultura in carta che compare, silenziosa, in un angolo della sala.

■ giada pucci | roaming_superficie incerta | installation details | Cesac Filatoio di Caraglio | 2010













