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■ enrico bertelli

WALLS / SURFACES / AND STORYTELLERS

ANTONIO BARBIERI
ENRICO BERTELLI
LUCA GRECHI
MICHELE GUIDARINI
MASAO OKABE
STEFANIA SANTARCANGELO
PAOLO SCARFONE
LAPO SIMEONI
MAURO VITTURINI

a cura di Lapo Simeoni
dal 27 settembre al 6 ottobre 2012

Patrocinio e Media partners /
Comune di Grosseto
Provincia di Grosseto
MIC Maremma In Contemporanea
Città Visibile Grosseto

AMACI Giornata del Contemporaneo 6 Ottobre 2012

Main Sponsor /  Duemila&Venti – Funari Agenzia Immobiliare

ART.LAB ARTE CONTEMPORANEA, Via Porto Loretano 6, Grosseto
dal martedì alla domenica dalle 16.30 alle 20.00 – ingresso libero

Info
http://www.artlabgallery.comlaposimeoni@yahoo.it – T 349 0706 457
http://www.amaci.org/gdc/ottava-edizione/walls-surfaces-and-storytellers

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ENRICO BERTELLI

“ART NOUVEAU”

Due sottili e inconsistenti pannelli di pvc di dimensioni e colori differenti, scartati perché imperfetti,
trovano nuovo significato quando si ricongiungono in qualche modo, pur lasciando intravedere
l’inesattezza dell’incastro e la fragilità della costruzione.
Sono elementi spaziali che vanno a costruire una architettura parziale su una parete strutturata.
Illusione di un nuovo varco tra le aperture preesistenti è anche gioco di rimandi con il fregio più in
alto, del quale ricalca l’orizzontalità marcata e il cromatismo ocra.
Essenziale, liscio, piatto, questo intervento si insinua nel reale provocando un senso di precarietà
e spaesamento, poiché non si conclude mai. Al contrario, lascia immaginare un lato sinistro che
non c’è, una infinita spaccatura sulla parete piatta.

“SOUS-VERRE, MORT”

Chi ha rotto il vetro?
Chi ha rattoppato il vetro?
Un inesplicabile intervento ha salvato l’immagine dentro la cornice.
Una mano ignota ha preservato l’effige. In essa si colgono suggestioni varie: volto velato,
apparizione, spettro, ombra, ectoplasma, spirito di intensa religiosità, evocazione paurosa. Essa
emerge da un insieme di cerchi concentrici, come lo specchio d’acqua dove si è lanciato un sasso,
o da parte di quello specchio azzurro. Infatti le forme sono incomplete, anch’esse indeterminate.
Misticismo e precarietà, simbologia ed evocazione, tutto dentro un piccolo spazio, in una dimessa
cornice a giorno.

“SOLO LA TELA NON MAI INDOSSATA
E’ STATA UNA COSA SPRECATA”

E infine la croce, che emerge pigra dal supporto bianco.
L’increspatura del nastro bianco fa vibrare l’opera di una drammaticità composta, come memoria di
un elemento formale comune che contiene uno dei significati più profondi e importanti. Simulando
un cromatismo spontaneo, sul bianco sfumano il rosso e il marrone, netti, a segnare il contorno
esterno, dissolti nel centro dove il bianco è più bianco perché sormontato dal nastro. La pura
ricerca esteriore si interseca con la simbologia degli elementi in un lavoro lontano, invernale, ma
intenso allo stesso tempo.

Valentina La Salvia

O / POSIZIONI

ES/POSIZIONE di arte contemporanea
24 giugno – 15 luglio 2012

Enrico Bertelli Alessandro Bulgini
Federico Cavallini Dario Gentili

Picture

sleep disorders
opening August 2nd, h. 16 – 22

saturday and sunday h. 14 – 19 and by appointment

Michael Barthel
Enrico Bertelli
Barbara Breitenfellner
Mirja Busch
Leif Elggren
Agnès Geoffray
Marthe Krüger
Benjamin L. Aman
Daniel Löwenbrück
Jean-François Robardet

The Wand
Paulstr. 34
Berlin, Germany, 10557
http://www.thewand.weebly.com

This presentation of Sleep Disorders is the third in a series of projects initiated in 2010 by artists Marion Auburtin and Benjamin Aman; they have been invited by Melissa Steckbauer at The Wand to co-curate a new show, culling work and artists from their program mixed with a short selection of Steckbauer’s choosing. Together they will address themes shifting between conditions of inner quietude, restlessness, and inexplicable upset. Materials are given special attention, will be expansively reconfigured, and gently pushed into borderline positions within the rooms of the project space. Below is an excerpt from the “Sleep Disorders” catalog held at Centres d’Art Contemporain Dominique Lang & Nei Liicht, 2011.

Whether one is lost in dreamland or crushed down beneath the yoke, there comes a moment when sleep eases the conscious from the burden of life, letting it drift away. Everybody seems to take for granted the many references made to the night or to the darkness in visual or poetic arts. Be it as a bottomless abyss or as a real hamper to action – obscurity comes out as an ideal state to reveal the most indistinctable shapes or forces. Hence Sleep Disorders must not be perceived as an exhibition purely centered on dreams or night itself. Instead of putting the accent on the possible “obvious” side of the works presented, we wish to give a push to a still side, to a sort of shady environement gradually brightening up into the mere core of action.

Sleep Disorders shows pieces of dormant instability, pieces standing right on the very thin edge of the wedge. Some of them drag you through endless contradictions, others take you through the meanders of obsessions. Some just make it thanks to the “benefit of doubt”. And this despite the fact that all of them are put together in the depth of the same state of uncertainty, when one longs for a recovering rest endlessly postponed to the day after. We cannot expect the artists to trick us because they are not tricksters, nor to reassure us because their aim is not to reassure.

Benjamin L. Aman

O / POSIZIONI

ES/POSIZIONE di arte contemporanea

24 giugno – 15 luglio 2012

enrico bertelli alessandro bulgini federico cavallini dario gentili

opposizioni,
zero posizioni,
posizioni oppure no,
imposizioni
e infine
sovrapposizioni.

arte contemporanea al di fuori di luoghi geografici specifici in uno spazio connotato storicamente e socialmente.

l’ambiente: montenero. non esclusivamente legato ai pellegrinaggi religiosi era luogo di svago e villeggiatura e nel corso dell’ottocento ha attirato poeti, letterati e musicisti. nei primi anni del novecento rosolino orlando vi volle far costruire la funicolare, e successivamente pensò di trasformare l’intero sacro colle in stazione termale, sfruttando la naturale e abbondante ricchezza di acque minerali.

il sito: montallegro. luogo di accoglienza e di ristoro da oltre 120 anni, situato accanto al santuario della madonna e alle omonime grotte. gli antenati orlandi, agli inizi del novecento, incaricarono l’architetto federigo severini di disegnare l’impianto generale del palazzo, che fu concepito come edificio di grande impatto architettonico dalle linee neo-romaniche. la sala grande, al primo piano, si apre verso la piazza attraverso finestre a trifora mentre all’interno è caratterizzata da un fregio pittorico – una teoria di frutti e di animali – che corre sulla fascia alta delle pareti gialle.

il tempo: nei giorni del solstizio d’estate. quando il sole tramonta e sorge nello stesso preciso punto e si celebra la notte di s.giovanni, festa pagana e cristiana allo stesso tempo.

gli artisti: bertelli innesca forti legami visivi, incurante dei possibili rimandi iconografici, su superfici bidimensionali di pvc; bulgini opera attraverso canali mass-mediali e di forte impatto comunicativo, all’interno dei quali inserisce la propria poetica legata all’analisi di una religiosità altra; cavallini svolge la propria ricerca plastica partendo dall’elemento acqua, in una sfida tra forze differenti che crea sospensione tra l’opera e l’attesa della sua rottura definitiva; gentili propone una spiritualità legata al simbolo e all’archetipo che, tradotta in segno grafico, si manifesta sulla base della scelta materica e cromatica oltre che formale.

valentina la salvia

sala grande del ristorante montallegro orlandi dal 1889 piazza di montenero, 3 – livorno

alessandro bulgini | 2012 | veduta dell’installazione | montenero, livorno


federico cavallini | 2012 | veduta dell’installazione | montenero, livorno


enrico bertelli | 2012 | veduta dell’installazione | montenero, livorno


dario gentili | dettaglio | montenero, livorno